Catálogo de publicaciones - revistas
Título de Acceso Abierto
Italiano LinguaDue
Resumen/Descripción – provisto por la editorial en italiano
Italiano LinguaDue è la rivista semestrale elettronica open access del Master Promozione e insegnamento della lingua e cultura italiana a stranieri (Promoitals) dell'Università degli Studi di Milano.Il periodico pubblica contributi di studenti, diplomati e docenti del Master e di altri studiosi italiani e stranieri che sono stati invitati a collaborare.Palabras clave – provistas por la editorial
italian as second language; italian language teaching
Disponibilidad
| Institución detectada | Período | Navegá | Descargá | Solicitá |
|---|---|---|---|---|
| No requiere | desde ene. 2009 / hasta feb. 2026 | Directory of Open Access Journals |
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Información
Tipo de recurso:
revistas
ISSN electrónico
2037-3597
Idiomas de la publicación
- inglés
País de edición
Italia
Fecha de publicación
2009-
Información sobre licencias CC
Cobertura temática
Tabla de contenidos
“ALTRE RICETTE DI PETRONILLA” (1937): OSSERVAZIONI LINGUISTICHE
Luciana Salibra
<jats:p>L’indagine si concentra sull’aderenza del ricettario al canone della prescrittività, evidenziandone i supporti lessicali, che fanno riferimento al ruolo dell’enunciatore e alla pressione sul destinatario, le forme verbali ricorrenti e gli allocutivi. Lo schema comune alle ricette è articolato in promessa – difficoltà e avvertimenti – risultato, con una promozione dei piatti che ricorda molto da vicino il messaggio pubblicitario: elativi, alterati, anafore, nell’ambito di una concezione della buona cucina i cui parametri sono l’economicità, la velocità e la facilità di realizzazione, la sostanziosità, la bontà al gusto, la novità, il “far figura”. Si è dato spazio in particolare alla dialogicità della parola di Petronilla: verticale, con la costante interpellazione delle lettrici riguardo al numero delle persone, alle difficoltà nel realizzare una pietanza, alle piccole preferenze nell’approntarla; orizzontale, all’interno del testo, fra i personaggi che compaiono e che interagiscono fra loro. Della fitta trama di domande fittizie alle lettrici si è ricercato il valore pragmatico e testuale, a partire da quelle con cui inizia la presa di contatto con le «amichette» fino allo stereotipato «Non v’ho detto?» che sottolinea, nel finale, il raggiungimento dei risultati promessi. Sulla base dell’impalcatura pragmatica e retorica e delle annotazioni di carattere metalinguistico (chiarimenti sul nome dei piatti e sulla loro origine, spiegazioni riguardanti la terminologia medica) la ricerca rintraccia alcune analogie, pur con le difformità lessicali che la diversità delle materie trattate impone, con la lingua dell’altro personaggio inventato dall’autrice, il dottor Amal.
 
 Other recipes by Petronilla (1937): linguistic observations
 The investigation focuses on the cookbook’s adherence to the canon of prescriptiveness, highlighting its lexical supports, which refer to the role of the enunciator and the pressure on the addressee, recurrent verbal forms and allocutives. The common pattern of the recipes is divided into promise-difficulty and warnings-result, with a promotion of the dishes that closely resembles the advertising message: elatives, alteratives, anaphora, in the context of a conception of good cooking whose parameters are affordability, speed and ease of preparation, substantiality, tastiness, novelty, and “making an impression”. Particular space was given to the dialogical nature of Petronilla’s words: vertical, with the constant questioning of the readers about the number of people, the difficulties in making a dish, the small preferences in preparing it; horizontal, within the text, among the characters who appear and interact with each other. Within the dense web of fictitious questions to the readers, the pragmatic and textual value has been sought, starting with those with which the contact with the “little friends” begins and ending with the stereotypical “Didn't I tell you?” that emphasizes, in the finale, the achievement of the promised results. On the basis of the pragmatic and rhetorical scaffolding and metalinguistic annotations (clarifications on the name of the dishes and their origin, explanations concerning medical terminology), the paper traces some similarities, albeit with the lexical dissimilarities that the diversity of the subjects dealt with imposes, with the language of the other character invented by the author, Dr. Amal.</jats:p>
Pp. 950-971
SCRIVERE E RISCRIVERE I TESTI IN CHIAVE ACCESSIBILE E RAPPRESENTATIVA: ALCUNE INDICAZIONI PRATICHE
Dalila Bachis
<jats:p>L’obiettivo di questo lavoro è individuare un punto di intersezione tra gli obiettivi dell’educazione linguistica (e in particolare della didattica testuale) e quelli dell’inclusione. In primo luogo si cerca di chiarire che cosa si intende in generale quando si parla di un testo accessibile e rappresentativo in àmbito didattico. In seguito si danno delle indicazioni di scrittura o riscrittura di un testo con finalità didattica, al fine di guidare chi scrive nel processo, variabile e graduale, verso l’accessibilità e la rappresentatività. Tali indicazioni sono pensate come spunti rivolti a chi, a vario titolo, produce quotidianamente materiali destinati alla didattica: docenti di tutte le discipline, docenti di sostegno, autori e autrici di sezioni di testi scolastici, creatori e creatrici di contenuti con finalità informativa e formativa. La trattazione delle caratteristiche su cui concentrarsi durante la stesura di un testo il più possibile inclusivo è suddivisa in tre parti: 1) aspetti materiali, grafici e di impaginazione del testo; 2) aspetti più specificamente linguistici; 3) aspetti legati alla rappresentatività. Infine si danno dei suggerimenti di attività da proporre in classe, nel tentativo di mostrare come la manipolazione guidata di un testo in senso inclusivo è un’operazione che in parte può coinvolgere anche le studentesse e gli studenti, permettendo loro di esercitarsi nell’uso della lingua e al tempo stesso di riflettere su di essa.
 
 Writing and rewriting texts in an accessible and representative way: some practical suggestions
 The purpose of this paper is to identify a meeting point between the objectives of language education and those of inclusion. First it is necessary to clarify what is meant by “an accessible and representative text” in a didactic context. Subsequently, suggestions are given for writing or rewriting a text for educational purposes, in order to guide the writer in the process towards accessibility and representativeness. These suggestions are for those who produce texts as didactic materials on a daily basis: teachers, authors of school textbooks, creators of contents for informative and training purposes. The characteristics to focus on when drafting an inclusive text are organized into three sections: 1) material, graphics and layout of the text; 2) linguistic aspects; 3) representative aspects. In conclusion, suggestions of activities are given for use in class, in an attempt to show how the guided manipulation of a text in an inclusive sense is an operation that can also involve students, allowing them to practice using language and at the same time to reflect on it.</jats:p>
Pp. 1018-1037
UNO STRUMENTO PER DE-INVISIBILIZZARE LE IDENTITÀ E LE LINGUE DEGLI STUDENTI: AUTOBIOGRAFIE LINGUISTICHE IN UNA SCUOLA SUPERIORE DI PADOVA
Maria Antonella Russo
<jats:p>Il quadro linguistico italiano legato all’atavico plurilinguismo proprio del nostro Paese – per la ricchissima presenza di dialetti e minoranze linguistiche storiche – negli ultimi decenni si è ulteriorimente complicato per l’aggiunta di ulteriori lingue, che hanno dato vita a quello che viene definito da Vedovelli “neoplurilinguismo” dovuto proprio al nuovo ruolo centripeto dell’Italia rispetto ai movimenti migratori. In questo contesto la scuola, luogo di formazione e crescita per eccellenza, ha il ruolo importantissimo di valorizzare e di promuovere un’educazione plurilingue e interculturale affinché non si corra il rischio di lasciare alcuni studenti nel solco di una rottura che potrebbe dar vita ad identità monche. Tuttavia, spesso essa incontra difficoltà nell’attuazione di quelle che pur sono direttive e indicazioni che vengono da più parti. Come dar voce, dunque, a queste nuove presenze? L’autobiografia, nello specifico linguistica, è un valido strumento che ha avuto una buona diffusione negli ultimi decenni come dispositivo per affrontare il passato, risanare e proiettare in avanti l’individuo che scrive migliorando il rapporto con il proprio bagaglio linguistico nel riconoscimento di un’identità multipla. In questo articolo si riporta un’esperienza didattica che ha visto la realizzazione di un percorso in una scuola superiore di un quartiere periferico di Padova nell’a. s. 2020-2021 in cui si è avuto come punto di arrivo finale proprio la scrittura da parte degli studenti della propria autobiografia linguistica. Sfruttando il doppio filone in cui le AL sono state impiegate già precedentemente, cioè quello più proprio della realtà italiana legato alla dimensione dialettale e quello nell’insegnamento dell’italiano L2, si è potuto coinvolgere interamente il gruppo classe di tre sezioni diverse dando agli studenti la possibilità di raccontarsi attraverso le lingue in cui “abitano”. 
 A tool for de-invisibilizing students' identities and languages: linguistic autobiographies in a high school in Padua 
 The Italian linguistic framework linked to the atavistic multilingualism of our country – due to the very rich presence of dialects and historical linguistic minorities – has been further complicated in recent decades by the addition of more languages, which have given rise to what Vedovelli calls “neoplurilingualism” due precisely to Italy’s new centripetal role with respect to migratory movements. In this context, the school, the place for training and growth par excellence, has the very important role of valuing and promoting plurilingual and intercultural education so that there is no risk of leaving some students in a rut that could give rise to stunted identities. However, it often encounters difficulties in implementing what are nevertheless directives and directions coming from many quarters. How, then, to give voice to these new presences? Autobiography, specifically linguistic autobiography, is a valuable tool that has been popular in recent decades as a device for dealing with the past, healing and projecting forward for the individual through writing, by improving the relationship with one's linguistic background as recognition of a multiple identity. In this paper, we report on an educational experience that involved the implementation of a course in a high school in a suburban district of Padua during the 2020-2021 school year where the students’ writing on their linguistic autobiography was the final point of arrival. Taking advantage of the double thread in which ALs have been employed before, namely the one more specific to the Italian reality related to the dialectal dimension and one to the teaching of Italian L2, it was possible to fully involve three different class groups by giving students the opportunity to tell their stories through the languages in which they “live”.</jats:p>
Pp. 1115-1141
Silverio Novello, Tommaso Marani, Roberto Tartaglione, ITALIANO BENE COMUNE. GRAMMATICA PER LA CITTADINANZA LINGUISTICA
Cristiana De Santis
Pp. 1156-1159
Paolo Torresan, UN ALFABETO DI 73 LETTERE. STRATEGIE PER LA DIDATTICA LINGUISTICA
Annalisa Pontis
Pp. 1160-1163
Carmela Sammarco, Miriam Voghera, ASCOLTARE E PARLARE. IDEE PER LA DIDATTICA
Claudia Crocco
Pp. 1169-1175
Francesca Gallina, ITALIANO LINGUA DI CONTATTO E DIDATTICA PLURILINGUE
Valentina Carbonara; Andrea Scibetta
Pp. 1176-1179
Zuzana Toth, TENSE AND ASPECT IN ITALIAN INTERLANGUAGE
Elena Maria Duso
Pp. 1180-1188
Chiara Branchini e Lara Mantovan (a cura di), A GRAMMAR OF ITALIAN SIGN LANGUAGE (LIS)
Rosa Vicenti
Pp. 1191-1193
LEGGERE PER CAPIRE, CAPIRE PER SCRIVERE. DALLA LETTURA DEI TESTI ALLA SCRITTURA DI SINTESI
A cura di Paola Marinetto; Augusto Campagnolo; Paola Iannacci; Walter Paschetto
<jats:p>ATTI</jats:p>
Pp. No disponible